Da cosa si riconosce una bocca in normocclusione?

Una normocclusione si riconosce per l’armonia statica e dinamica tra le strutture dentali, scheletriche ed i tessuti muscolari. Aspetto esteriore: la mandibola è in condizione di riposo senza tensioni, i denti non sono a contatto tra loro ma si sfiorano, le labbra sono chiuse ma non serrate, la lingua è appoggiata sul palato, dietro gli incisivi, e la respirazione avviene attraverso le vie nasali. Il tutto senza sforzo, ma con un tono muscolare normale.

Cos’è una malocclusione?

Il termine malocclusione significa “cattivo morso”. Una bocca presenta una malocclusione quando i denti dell’arcata superiore non combaciano correttamente, come da parametri di normocclusione, con quelli dell’arcata inferiore. Ciò porta a difficoltà nel chiudere i denti e a conseguenti disturbi nella posizione della mandibola. La malocclusione ha spesso delle ripercussioni funzionali sul corretto svolgimento delle azioni quotidiane riguardanti la sfera fonetica e masticatoria.

Una persona che soffre di una malocclusione può riconoscerla da alcune caratteristiche esteriori della propria bocca, come per esempio:

• Affollamento e malposizione dentaria con un rapporto negativo tra le dimensioni dei denti e lo spazio disponibile. I denti si adattano occupando posizioni irregolari.

• Diastemi interdentali, ovvero la presenza di spazi vuoti tra dente e dente.

• Prognatismo o progenismo (ovvero una mandibola troppo grande o troppo poco sviluppata rispetto al mascellare superiore).

• Asimmetria del viso, della bocca o del sorriso.

 

Una malocclusione può derivare anche da diversi fattori che possono avere origine:

• di tipo genetico = dimensione dei denti e delle arcate (trasmissione genetica)

• di tipo congenito = anomalie dello sviluppo intrauterino (non ereditarie ma già presenti alla nascita)

• di tipo ambientale = funzionale (conseguenti ad abitudini viziate) e a causa di patologie dentali (perdita di denti)

MORSO PROFONDO: quando i molari chiudono tra loro, ma gli incisivi superiori coprono eccessivamente quelli inferiori.

MORSO INCROCIATO: quando i molari chiudono, ma qualche dente superiore chiude internamente a quelli inferiori.

MORSO APERTO: quando i molari chiudono tra loro, ma i denti anteriori non si toccano.

Qual è l’età giusta per programmare la prima visita ortodontica?

Secondo l’AAO (Associazione Americana degli Ortodontisti, a livello mondiale il riferimento standard per l’ortodonzia) l’età giusta per recarsi alla prima visita è tra i 4 e i 7 anni. Questo è il momento giusto per affrontare problemi che andando avanti con gli anni diventerebbero più complicati da trattare. Tuttavia non si deve pensare che dopo i 7 anni sia troppo tardi.

Nel corso della visita il bambino riceverà un inquadramento utile a poter programmare la sua futura salute orale, e alla famiglia verranno date le informazioni necessarie per crescere in una buona condizione di salute orale

Qual è l’età giusta per iniziare una terapia ortodontica?

Lo Specialista in Ortodonzia ha la preparazione accademica, la competenza e la professionalità per visitare i bambini di ogni età e anche di fornire ai genitori tutte le informazioni necessarie. Inoltre sa scegliere la modalità più indicata e i tempi più opportuni per svolgere la terapia e risolvere problematiche relative alla dentatura, all’ossatura e alla muscolatura, assicurando così per il futuro ai nostri figli un sorriso più armonioso e soprattutto più sano, che agevola le operazioni di pulizia dei denti e mantiene le gengive sane.

Non esiste un’età specifica per cominciare una terapia ortodontica, a differenza di quanto si legge sui giornali o nella Rete.

Generalmente si intraprenderà una terapia alla fine della crescita quando il bambino presenta:

• una deviazione della propria crescita fisiologica causata da abitudini viziate (uso del ciuccio, del succhiotto, del biberon, suzione del pollice, ecc…)

• un’alterazione di alcune funzioni (respirazione, deglutizione, ecc…)

• problemi di origine genetica

Ma bisogna tenere presente che per ciascuna persona c’è un particolare momento favorevole per iniziare una terapia ortodontica. La difficoltà sta nell’individuare sia il momento che la cosa giusta da fare: a questo penserà lo Specialista in Ortodonzia.

Il trattamento ortodontico

Esistono diverse opzioni per il trattamento delle patologie ortodontiche:

  • Trattamento preventivo
  • Trattamento intercettivo
  • Trattamento funzionale
  • Trattamento ortopedico
  • Trattamento ortopedico–funzionale
  • Trattamento meccanicistico
  • Nessun trattamento

TRATTAMENTO PREVENTIVO: Si effettua molto precocemente, anche a 4 anni di età, in presenza dei soli denti da latte, allo scopo di prevenire con l’utilizzo di opportuni accorgimenti che la crescita diverga dal normale procedere.

TRATTAMENTO INTERCETTIVO: Si esegue nel bambino in dentizione mista, serve per mettere l’occlusione in condizioni di svilupparsi correttamente. Con il trattamento intercettivo si tenta di intercettare il problema prima che esso si realizzi del tutto.

TRATTAMENTO FUNZIONALE: Utilizza forze muscolari endogene (interne) e funzionali (come ad esempio la deglutizione) per fini terapeutici. Si effettua con il paziente in crescita utilizzando il più delle volte dispositivi mobili.

TRATTAMENTO ORTOPEDICO: Adotta forze esogene (esterne) di entità tale da stimolare o inibire l’attività di crescita di suture scheletriche cranio-facciali. Le forze impegnate sono spesso notevoli ed applicate con dispositivi fissi.

TRATTAMENTO ORTOPEDICO FUNZIONALE: Combina le terapie funzionali con le terapie ortopediche.

TRATTAMENTO MECCANICO: Utilizza forze provenienti da dispositivi generalmente fissi per lo spostamento di denti in posizioni prestabilite e controllate nei tre piani dello spazio.

NESSUN TRATTAMENTO: Il trattamento ortodontico ha bisogno della collaborazione attiva del paziente e della sua famiglia nel caso dei bambini. Non sempre si interviene tempestivamente con un trattamento ortodontico, a volte si aspetta che lo sviluppo psicofisico del bambino sia tale da renderlo un paziente recettivo e collaborante.

(Fonte ASIO – Associazione Specialisti Italiani Ortodonzia)

CASI CLINICI

HO BISOGNO DI ALLINEARE I DENTI

Un trattamento ortodontico concepito in due fasi, la prima in età precoce e la seconda nella adolescenza, consente di risolvere casi complessi con un approccio minimanente invasivo.

Come in questo giovane ragazzo, trattato nella prima infanzia e successivamente nell’adolescenza.

GLI EFFETTI DI UNA CATTIVA ABITUDINE

È importante intercettare precocemente i problemi dentoscheletrici, diretta conseguenza di una abitudine viziata come quella di succhiare il dito, per raggiungere una perfetta armonia.

NON VOGLIO METTERE L’APPARECCHIO FISSO!

Questa giovane studentessa aveva un problema di eruzione dei denti; all’età di 11 anni con un breve ciclo di terapia fissa, abbiamo portato i denti in arcata e successivamente, in età adolescenziale, completato l’allineamento con le sole mascherine trasparenti. Si è così risolto in modo brillante il problema, accontentando la ragazza che si rifiutava di mettere nuovamente le piastrine.

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